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posticon Presentazione A.Pasolino

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. 2012

Gabriella Soldatini è una neoavanguardia propositiva nel recupero del senso del linguaggio che ha preso la sua costitutività originaria.  Un alfabeto il suo del segno e del colore, che consente di rileggere interiormente la vita, e cogliere il senso della storia. Si trova nell’inconscio collettivo, mentre la pittrice lo fa affiorare nell’inconscio individuale (l’unità che presiede le molteplicità), attraverso un percorso di livelli di coscienza: l’espressionismo-astratto, l’astratto geometrizzante, cariche espressive più informali. Il vento, un elemento che non manca mai, con i suoi movimenti ondulatori e circolari, è un’entità invisibile apparentemente come un’entità immateriale, ma in questo elemento straordinario si nascondono proprietà  che sono umane, dando senso di energia e liberatoria. Le composizioni della Soldatini, catalizzate da un forte senso di emozione per l’amata Liguria, sono catalizzate da figurazioni leggere, preziose, agravitazionali, e non esenti da suggestioni creative surreali, le hanno permesso di giungere all’astrazione, mediante trasmutazioni psico-estetiche e le dissolvenze della figurazione trasfigurata a elementi-frammenti di spazialismo geometrizzante. Sono sguardi retrospettivi sul processo ideativo delle forme e colori, e sul significato astratto della Natura amica, la bellezza del cielo e del mare con i suoi delfini e i gabbiani. I suoi colori Kandinskijani sono, in effetti, un inno al simbolismo, precetto dello “spiritualismo nell’arte”. La pura visibilità, che capta suggestioni e sensazioni per la bellezza della terra nativa con i suoi litorali e le insenature marine, è nelle immagini sempre presenti ma liberamente interpretate come l’unico legame, per lei, tra silenzio (stupore, meditazione, malinconia) e parola (la voce del vento, il caos), per raggiungere un equilibrio di Natura, complice della necessità di libertà interiore. Quadri d’anima, che rivelano un protagonismo lirico, appaiono come evocazioni quando il mare danza sulle spiagge, la rivelazione di un moto ancestrale sincronico ben più complesso dell’immagine che l’artista vuole decantare in una espressione rivelatrice del grande grembo immanente del mare interiore, che le consente di portare a compimento rivelazioni di un mondo introspettivo visionario, tra trasfigurazioni coloristiche segniche della realtà di rapinosa meraviglia: il caos delle materie, la natura ribelle distruttiva e costruttrice di nuovi modelli archetipi, in caleidoscopici movimenti e mutamenti dell’energia formativa colorista, il lavoro del linguaggio in termini di avanguardia per i sogni e i colori. Un idealismo, quello della Soldatini, non sempre estraneo ai problemi di coinvolgimento della donna nella storia.

 

Alfredo Pasolino