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posticon "La luce e il colore" B. Cella

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Quel che colpisce maggiormente nell’arte di Gabriella Soldatini è l’uso sapiente del colore Nei suoi lavori vi è una grande sensibilità nella scomposizione cromatica soprattutto nelle prime opere astratte, fortemente geometriche, dove ogni pezzo campito lega a sé quello successivo in un concatenamento di continue esplosioni di colore.

La prima parte della sua produzione la vede quindi sperimentare soluzioni stilistiche diverse rimanendo nell’ambito dell’astrattismo puro e facendo grande ricerca sul colore.

Successivamente dalla geometria passa ad una ricerca nuova dove la natura diventa protagonista e dalla quale trae, ancora oggi, continua ispirazione trasferendo su tela visioni naturalistiche ora solenni e grandiose, ora discrete e intimiste sminuzzando l’immagine in tanti tasselli vibranti di colore riconducibili sia alla tradizione impressionista che ai valori ligustici del tono e della luce.

Ed è proprio alla natura che si ispira in questo suo ultimo percorso artistico, natura intesa ora come rappresentazione degli elementi ancestrali quali il fuoco, la terra e soprattutto l’acqua, il mare che bagna Genova, la pioggia e la neve, il vento vorticoso del libeccio e molle dello scirocco, quello duro della tramontana che spazza la città.

I colori ora sono decisamente più accesi, più potenti, le campiture non più così nette perché dove un tempo il “non” colore bianco veniva usato per evidenziare le divisioni, ora è predominante, dà luce e forza, richiama, in qualche caso il disegno sottostante e aggiunge vigore al gesto pittorico dal quale viene fuori fortemente l’anima pulsante dell’artista.

 E questo nuovo uso del bianco avviene sia nei quadri naturalisti che in quelli astratti, astrattismo al quale ritorna comunque volentieri e con maestria.

Barbara Cella